Piano Strutturale: Relazione illustrativa

SOMMARIO


CAPITOLO VII – VALUTAZIONE DEGLI EFFETTI AMBIENTALI

            A tutti i livelli di pianificazione urbanistica, l’art.16, 4° comma, della L.R. 5/95 stabilisce che è prioritario fissare criteri per le valutazioni di compatibilità tra i modi di utilizzazione delle risorse essenziali, individuandone nel Quadro Conoscitivo il grado di vulnerabilità e di riproducibilità –con particolare riguardo ai bacini idrografici- e le relative condizioni d’uso finalizzate anche alle valutazioni degli effetti ambientali di cui all’art.32 della stessa legge. 

            Le norme del presente Piano Strutturale sono articolate dando importanza prioritaria e fondamentale alle risorse, infatti, dopo il Titolo I delle disposizioni generali, il Titolo II (artt.4-8) riguarda le risorse naturali ed il Titolo III (artt.9-17) le risorse essenziali del territorio, per le quali si individua una disciplina mirata ad un uso corretto delle stesse.

            Il Titolo IV intitolato “Il territorio rurale”, Capo I (artt.18-31) delle norme contiene una disciplina tesa a riqualificare l’ambiente nel suo complesso attraverso azioni compatibili con le risorse disponibili. Il Capo II (artt.32-37) “Disciplina delle unità e delle sub-unità di paesaggio (sistemi e sotto-sistemi)” cala le norme ed i concetti generali sopra esposti sul territorio traducendoli in invarianti, obiettivi ed azioni compatibili con le porzioni di territorio di cui fanno parte.

            Il Titolo V (artt.38-45) “I sistemi insediativi” si pone come obiettivo principale quello di qualificare e valorizzare i tessuti insediativi attraverso azioni attente a rispettarne l’identità.

            Infine, il Titolo VI riguarda la disciplina dei piani e dei programmi di settore.  

            Le carte del Piano Strutturale, organizzate in Quadro Conoscitivo (tavole 1-16) e Quadro Propositivo (tavole 17-27), mostrano il territorio articolato secondo gli obiettivi rapportati alle risorse nel modo seguente: 

            Quadro Conoscitivo:
-         Le tavole dalla 1 alla 6 contengono le indagini a carattere geologico ed idrogeologico (tav.1a/1b/1c Carta delle pendenze, tav.2a/2b/2c Carta geomorfologica, tav.2a bis/2b bis/2c bis Carta del reticolo idrografico e dei bacini fluviali principali, tav.3a/3b/3c Carta geologica, tav.3 bis sezioni geologiche, tav.4a/4b/4c Carta idrogeologica,  tav.5a/5b/5c Carta litotecnica, tav.6a/6b/6c Carta delle risorse idriche e della vulnerabilità); 
-         le tavole 7, 8 e 8 bis  illustrano i vincoli sovraordinati, nella fattispecie la tav.7 riguarda il vincolo idrogeologico, la tav.8 è relativa al vincolo paesaggistico e la tav.8a bis/8b bis/8c bis è inerente al vincolo paesaggistico e alla individuazione delle emergenze di interesse storico-culturale e paesaggistico; 

-         la tav.9 contiene la perimetrazione della Riserva naturale “Cornate-Fosini”, delle tre A.R.P.A. presenti nel territorio (PN1 Poggio di Montieri, N2 Cornate di Gerfalco e N7 Valle del Farmulla), dei due siti Bioitaly esistenti nel Comune di Montieri (pSIC 101 Cornate e Fosini con habitat e specie di interesse prioritario e pSIC 102 Poggi di Prata con habitat di interesse prioritario), della A.R., della ZPM, dei vincoli di cui alla D.C.R.296/88 e del demanio e patrimonio della Regione Toscana; 

-         la tav.10a/10b/10c è la carta dell’uso del suolo, ottenuta mediante fotointerpretazione di ortofoto digitali a colori. I dati acquisiti, dopo essere stati controllati nel corso dei sopralluoghi effettuati, sono stati elaborati con il programma “Genesys” (con il quale peraltro è stato elaborato tutto il Piano Strutturale) creando un data-base che ha permesso l’elaborazione statistica dei suddetti dati; 

- la tav.10a bis/10b bis/10c bis è relativa allo stato attuale dei castagneti da frutto ed individua sia quelli coltivati che quelli abbandonati; 

-         nella tav.11 “ Zone di appoderamento Ente Maremma” sono state perimetrate le aree interessate dagli appoderamenti dell’ Ente Maremma di maggior consistenza; 

-         nella tav.12a/12b/12c intitolata “sentieristica e ippovia” sono contenuti i seguenti tematismi: rete viaria escursionistica con relativi punti panoramici a cura della Comunità Montana delle Colline Metallifere, tracciato dell’ippovia a cura dell’Amm.ne Provinciale e sentieristica funzionale al Parco Minerario redatta dall’Amministrazione Comunale; 

-         la tav.13a/13b/13c “sovrapposizione della viabilità attuale rilevata con la viabilità storica vicinale e comunale” e la tav.14a/14b/14c “Carta delle infrastrutture viarie” contengono lo sviluppo dei tracciati della viabilità principale e secondaria presenti nel territorio con l’indicazione dello stato di manutenzione  e l’indicazione della rete sentieristica di maggiore importanza; 

-         a corredo delle tavole 13 e 14, sono state redatte schede con informazioni -per ciascun tracciato- relative alla proprietà, alla transitabilità, a eventuali sbarramenti ecc.  

-         la tavola 15 illustra la struttura dei nuclei rurali di antico impianto rappresentati nelle carte del Catasto Leopoldino e nel Catasto di impianto; 

-         la tav.16 “I centri abitati di Montieri, Boccheggiano, Gerfalco e Travale nelle carte del Catasto Leopoldino e gli edifici di interesse storico-artistico” costituisce il fondamento per l’individuazione e la conseguente perimetrazione del centro storico dei centri menzionati. 

            Quadro propositivo:

-         Le tavole dalla 17 alla 20 contengono le indagini a carattere geologico ed idrogeologico (tav.17a/17b/17c Carta del rischio idraulico, tav.18a/18b/18c Carta della pericolosità idraulica, tav.19a/19b/19c Carta della pericolosità geologica, tav.20 Carta della pericolosità geologica dei centri abitati); 

-         la tav.21 “Sistema paesistico nel P.T.C. e nel Piano Strutturale” contiene la suddivisione in unità e sub-unità di paesaggio dell’intero territorio comunale in rapporto all’articolazione effettuata dal PTC; 

-         la tav.22 contiene la perimetrazione della Riserva naturale “Cornate-Fosini”, delle tre A.R.P.A. presenti nel territorio (PN1 Poggio di Montieri, N2 Cornate di Gerfalco e N7 Valle del Farmulla) e riperimetrate esattamente in sede di P.S., dei due siti Bioitaly esistenti nel Comune di Montieri (pSIC 101 Cornate e Fosini con habitat e specie di interesse prioritario e pSIC 102 Poggi di Prata con habitat di interesse prioritario), della A.R., della ZPM, e del demanio e patrimonio della Regione Toscana; 

-         la tav.23a/23b/23c “Articolazione del territorio in unità e sub-unità di paesaggio” contiene le invarianti individuate per ciascuna unità e sub-unità di paesaggio e le indicazioni propositive del Piano Strutturale; 

-         gli ambiti delle U.T.O.E. vengono individuati nelle seguenti tavole: 

-         tav. 24 “Sistemi insediativi (U.T.O.E.): Montieri” 

-         tav. 25 “Sistemi insediativi (U.T.O.E.) e sotto-sistemi insediativi: Boccheggiano e Campiano” 

-         tav. 26 “Sistemi insediativi (U.T.O.E.) e sotto-sistemi insediativi: Gerfalco” 

-         tav. 27 “Sistemi insediativi (U.T.O.E.): Travale” 

            L’articolazione del territorio comunale in unità e sub-unità di paesaggio (che discendono dall’articolazione effettuata dal PTC) -insieme alla Riserva Naturale Cornate - Fosini, alle ARPA e ai due siti Bioitaly, il pSIC 101 Cornate e Fosini con habitat e specie di interesse prioritario e pSIC 102 Poggi di Prata con habitat di interesse prioritario”- costituisce la base di riferimeno attraverso cui leggere le peculiarità ambientali, culturali, insediative su cui sono state redatte le norme tecniche finalizzate ad una salvaguardia attiva dell’ambiente (intesa come tutela, valorizzazione e fruizione del territorio) per una corretta pianificazione che contenga le proprie valutazioni. Sono, infatti, individuate nel Quadro Conoscitivo il grado di vulnerabilità e di riproducibilità delle risorse in riferimento ai sistemi ambientali locali, secondo quanto indicato nell’art.16, comma 4, punto 1 della L.R.5/95.

Le risorse naturali

            L’aria – valutato che tale risorsa non è a rischio sia per la bassa densità abitativa sia per assenza di attività industriali che potrebbero comprometterne la qualità, ad eccezione dell’estrema area nord-est del comprensorio, che è interessata dalla presenza di centrali geotermiche per la produzione dell’energia elettrica, il Piano Strutturale è, comunque, impostato all’insegna della tutela e della salvaguardia dell’ambiente nel suo complesso. 

            L’acqua – questa risorsa viene trattata suddividendola in acque superficiali ed acque sotterranee. Per le prime il Piano Strutturale non prevede interventi tali da modificare il corso naturale dei principali corsi d’acqua e dei loro affluenti più importanti, né derivazioni dagli stessi.

            Circa le acque sotterranee, il Piano Strutturale individua le aree di acquifero più importanti del comprensorio che vengono sottoposte a tutela attraverso una serie di indicazioni prescrittive che ne salvaguardino l’integrità (tali aree sono trattate nelle norme tra i “Luoghi a regolamentazione speciale” degli articoli delle singole unità e sub-unità di paesaggio). 

            Il suolo e il sottosuolo – Il Piano Strutturale sottolinea i fattori di vulnerabilità legati a questa risorsa. Infatti vengono delimitate le aree di dissesto attivo (rappresentate nella tav.2 “Carta geomorfologica”), aree soggette a rischio idraulico (rappresentate nelle tav. 17 e 18 “Carta del Rischio idraulico” e “Carta della pericolosità idraulica”) e quelle a rischio di frana (rappresentate nella tav.19 “Carta della pericolosità geologica ”).

            Per le suddette individuazioni vengono date prescrizioni precise che vietano attività improprie che potrebbero causare danni di grave entità.

            Circa i giacimenti e le aree di escavazione, esistono aree interessate da passata attività estrattiva sia mineraria (miniere di pirite) che di roccia calcarea (cave di pietra e di detrito rappresentate nella tav.2 “Carta geomorfologica”).

            Gli ecosistemi della fauna e della flora – Nelle tavole 12 “sentieristica e ippovia” e 23a/23b/23c “Articolazione del territorio in unità e sub-unità di paesaggio” sono state individuate le aree di maggior pregio ambientale. In queste tavole sono rappresentate le zone  di particolare rilevanza ambientale che contengono rarità botaniche come la vegetazione rupicola dei crinali delle Cornate con endemismi quali il Teucrium, la Sesleria, la Viola etrusca o il biotopo costituito dalla faggeta del Poggio di Montieri. Sono, inoltre, stati avvistati, fra i rapaci, il biancone e lo sparviero. 

Le risorse essenziali

            Un assunto fondamentale del PTC  attribuisce “all’intera estensione del territorio provinciale (…) una qualità diffusa che costituisce risorsa di primario interesse e pertanto si configura invariante da rispettare in ogni trasformazione ammessa; mentre i caratteri distintivi delle diverse componenti locali sono considerati invarianti specifiche comunque da tutelare.

            Tutti questi caratteri forniscono parametri imprescindibili per le diverse forme di valutazione.

            Fra le risorse essenziali individuate e disciplinate dal presente Piano Strutturale, sono presenti le emergenze di interesse storico-culturale (art.10 delle norme tecniche), in merito alle quali il Piano Strutturale dispone la conservazione e la manutenzione e ne incentiva il recupero, inserendole come azioni prioritarie e qualificanti dei P.M.A.A. (art.20 delle norme tecniche).

            Circa le aree forestali (che costituiscono l’86% circa della superficie comunale), disciplinate all’art.11 delle norme tecniche, il Piano Strutturale, oltre a recepire la normativa contenuta nella L.R.39/2000 e successive modifiche ed integrazioni e relativo Regolamento di attuazione, indica gli interventi colturali volti al miglioramento della produttività delle foreste, alla salvaguardia e all’incremento della biodiversità della flora e della fauna selvatica nell’ambito di una riqualificazione ambientale e paesaggistica dell’intero territorio comunale. 

            I territori di proprietà collettiva (A.S.B.U.C.) costituiscono luoghi a statuto speciale con una propria disciplina. Si tratta di una risorsa importante da un punto di vista sociale con un ruolo sicuramente aggregante per la gestione collettiva dei boschi, per la destinazione ad attività agro-silvo-pastorale e per l’affidamento degli appezzamenti agli utenti. Questa risorsa svolge, anche, un ruolo primario di “contenitore ambientale” e per la sua particolarità il Piano Strutturale la considera  luogo a statuto speciale con una propria disciplina. 

            Infine, il Piano Strutturale ha recepito, tra le risorse essenziali, i binocoli visivi, (riscontrabili nella tav.12a/12b/12c “ sentieristica e ippovia” come punti panoramici) che costituiscono particolari punti di vista panoramici meritevoli di apprezzamento, per la cui salvaguardia dovranno essere rispettati precisi criteri e prescrizioni indicati all’art.14 delle norme tecniche. 

Evoluzione del territorio rurale

            Il Piano Strutturale tratta ed effettua le proprie valutazioni sulle risorse essenziali calandole nel territorio articolato in unità e sub-unità di paesaggio corrispondenti alle caratteristiche del soprassuolo, comprese quelle antropiche.

            Per tutto il territorio rurale vengono individuate le invarianti strutturali finalizzate al mantenimento delle risorse, fissati gli obiettivi e quindi esplicitate le azioni conseguenti, il cui minimo comun denominatore è costituito dalla salvaguardia dell’alto valore paesistico-ambientale-culturale dei luoghi in cui si prevede, in coerenza anche con quanto dispone il PTC, l’integrazione fra attività agro-silvo-pastorali ed attività compatibili come il turismo rurale.

            In primo luogo vengono fissati i seguenti obiettivi:

prioritario mantenimento degli equilibri esistenti tra paesaggio naturale e paesaggio costruito rispetto all’attrattiva turistica;

rafforzamento del lessico insediativo;

miglioramento delle condizioni di fruibilità del paesaggio naturale attraverso azioni di valorizzazione;

contenimento dell’impatto relativamente agli interventi ammissibili, che dovranno essere improntati alla valorizzazione delle peculiarità proprie dell’area;

valorizzazione dell’attività agricola insieme alla quale, in un quadro di integrazione delle risorse, potrà essere sviluppato il turismo rurale anche in connessione con il turismo termale del contesto territoriale nell’ambito della valorizzazione turistica, saranno incentivate le iniziative in tal senso,

Contestualmente viene incentivato il ruolo del demanio civico ed il mantenimento della continuità degli assetti attraverso azioni di tutela integrale tese a mantenere inalterato lo stato dei luoghi.

            Quindi sono previste le seguenti azioni:

recupero degli antichi tracciati stradali e selciati e dei muretti a secco; salvaguardia dei punti panoramici; possibilità di svolgere le attività integrative di tipo ricettivo, commerciale, artigianale e di servizio compatibilmente alle emergenze ambientali che il PS tutela in via prioritaria; gli annessi su fondi non costituenti azienda agricola sono ammessi in alcune parti dell’ambito territoriale comunale, come pure le serre fisse; è incentivato il recupero e la valorizzazione dei nuclei rurali di antico impianto mantenendo le peculiarità del borgo stesso.

            Per quanto riguarda le invarianti strutturali, sono stati individuati: punti panoramici, fontanili, emergenze a carattere naturalistico, archeologico, storico ed architettonico.

            Inoltre sono stati individuati alcuni luoghi a statuto speciale come le aree gravate da uso civico e la  Riserva Naturale Cornate e Fosini. 

Evoluzione dell’offerta artigianale

            Relativamente all’offerta artigianale, il Piano Strutturale ha effettuato la scelta di prevedere un’area per insediamnti produttivi –mista al commercio- nel centro abitato di Travale. Quindi un’altra area per insediamnti produttivi è stata individuata a Campiano, già connotata per le attività produttive. A Montieri, Gerfalco e Boccheggiano sono state previste piccole attività di tipo commerciale, artigianale di base e di servizio compatibili con gli insediamenti residenziali.

            Quindi, nei nuclei rurali di antico impianto (individuati nella tav.15 e nella tav.23 e disciplinati nell’art.45 delle norme tecniche) sono previste attività produttive compatibili come botteghe artigianali e piccole attività commerciali nell’ottica di rafforzare l’identità urbana di questi luoghi attraverso la valorizzazione della tradizione artigianale locale.

 Evoluzione degli insediamenti

            Nel definire i sitemi insediativi, il P.S. ha operato una netta distinzione fra il territorio rurale e i centri abitati ed ha perimetrato i centri abitati appoggiandosi quanto più possibile a confini fisici ed a segni territoriali evidenti, in modo da chiudere l’abitato in maniera fluida e razionale.

            I sistemi insediativi sono articolati in unità territoriali organiche elementari (u.t.o.e.) che contengono un’unitarietà di caratteristiche urbanistico-territoriali, morfologiche, storico-culturali ed una organicità di funzioni e di interrelazioni.

            Ciascun centro abitato è articolato in due sub-utoe: il centro storico ed il centro abitato di più recente costituzione. Quindi a protezione del centro storico è stata individuata una fascia di rispetto paesaggistico-ambientale.

            Il Piano Strutturale sottolinea il valore che hanno sia i centri storici sia i nuclei rurali di antico impianto, che sono presenti, in congruo numero, nel territorio comunale. E’ stata effettuata la perimetrazione dei centri storici sulla base della perimetrazione riscontrata  nelle carte del Catasto Leopoldino (tav.16 “I centri abitati di Montieri, Boccheggiano, Gerfalco e Travale nelle carte del Catasto Leopoldino e gli edifici di interesse storico-artistico”), sono, inoltre, stati individuati i piccoli nuclei già esistenti nelle carte del Catasto Leopoldino (tav.15 relativamente alla struttura degli agglomerati antichi).

            Il Piano Strutturale pone come obiettivo prioritario, e comune ai sistemi insediativi trattati, la riqualificazione degli spazi pubblici per favorire la vita di relazione, tramite interventi di arredo urbano lungo i percorsi - in modo da conferire agli stessi dignità di passeggiata- nelle piazze e negli spazi pubblici in genere.

            Relativamente al patrimonio costruito all’interno dei sistemi insediativi, obiettivi prioritari sono i valori di riqualificazione, recupero e valorizzazione, in ossequio al principio di sviluppo sostenibile. Le norme tecniche del Piano Strutturale, dopo un’attenta analisi di ciascun centro abitato, hanno fissato degli obiettivi e quindi delle azioni per connotare in modo appropriato ciascun centro dando risposte anche in termini di ulteriori prestazioni e rinviando al momento successivo di stesura del Regolamento Urbanistico la costruzione di una disciplina puntuale.

 

 

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