Piano Strutturale: Norme Tecniche

SOMMARIO


TITOLO VI - PIANI E PROGRAMMI DI SETTORE

Art.46– Criteri per la valutazione di piani e programmi comunali

In relazione a quanto previsto dalla L.R.5/95 art.24 comma 4, i piani ed i programmi di settore di competenza comunale previsti dalla legge ed aventi effetti sull’uso e la tutela delle risorse del territorio devono seguire i criteri di seguito indicati per la loro definizione e valutazione.

Regole unificanti:

i piani di settore devono:

  • Essere fondati su obiettivi prestazionali definiti e raffrontabili con quelli del P.S., del PITe del PTC e con le relative normative;
  • Avere come ambiti di riferimento i sistemi territoriali e le UTOE;
  • Essere coerenti con le norme generali per la tutela e l’uso del territorio di cui all’art.5 della L.R.5/95 indicando in particolare:
  • La relazione con le aree di interesse ambientale;
  • L’incidenza sull’utilizzo delle risorse naturali e le eventuali azioni di trasformazione da valutare preventivamente;
  • Gli effetti indotti sulle risorse essenziali.

Piano urbano del traffico

Tale piano deve prevedere:

  • Il riordino sistematico della circolazione in tutte le sue componenti (pedonale, ciclabile, veicolare);
  • Il riutilizzo e la rifunzionalizzazione delle risorse infrastrutturali pedonali, ciclabili, viarie come l’intervento prioritario per soddisfare le esigenze di mobilità;
  • L’integrazione con altri tipi di infrastrutture per la mobilità e con il sistema di trasporto pubblico;
  • Garantire una prestazione adeguata in relazione alla tipologia dell’infrastruttura differenziandone i diversi livelli (strade di scorrimento, di quartiere, ecc.);
  • Garantire l’accessibilità ai sistemi insediativo esistenti e di previsione;
  • Consentire adeguati livelli di sostadei veicoli in particolare al servizio dei centri e delle aree più congestionate.

Programma integrato di intervento

In relazione ai contenuti dell’art.29 della L.R.5/95 il PII deve prevedere:

  • L’indicazione delle aree che presentano un ruolo strategico per la riqualificazione degli insediamenti e per l’attuazione del P.S. per le quali attivare iniziative pubbliche e private;
  • Le modalità di partecipazione degli operatori pubblici e privati all’attuazione del P.S.;
  • Forme di perequazione urbanistica per consentire la realizzazione di spazi ed opere pubbliche contestualmente agli interventi privati e a basso costo per l’amministrazione;
  • Le risorse finanziarie per l’esecuzione degli interventi pubblici necessari alla realizzazione delle previsioni programmate.

Programmazione urbanistica commerciale e regolamento del commercio in sede fissa

Questo tipo di atti di programmazione devono contenere:

  • Il quadro conoscitivo delle risorse e della struttura commerciale;
  • La valutazione delle esigenze di mobilità indotte nei vari aspetti veicolare, ciclabile, pedonale;
  • La definizione delle esigenze di parcheggi pubblici e privati;
  • La verifica delle situazioni pregresse di carenze di spazi di parcheggio e di accessibilità.

Piani della mobilità, piste ciclabili, parcheggi

Tali piani devono:

  • Valutare le esigenze di mobilità all’interno dei centri abitati, tra gli stessi ed in relazione al territorio comunale e sovracomunale;
  • Individuare le aree carenti di spazi di sosta in particolare nelle aree maggiormente interessate da attività commerciali e terziarie ed in quelle attraversate da mobilità di utenze sovracomunali;
  • Individuare le reti già esistenti di viabilità agricole da rifunzionalizzare per collegamenti ciclabili;
  • Definire percorsi alternativi alla mobilità veicolare, in particolare per collegamenti all’interno dei centri abitati;
  • Favorire la partecipazione di operatori privati alla realizzazione di aree di sosta;
  • Definire l’utilizzo di materiali adeguati al contesto ambientale ed alle fragilità del territorio in particolare per limitare le superfici impermeabili.

Piano triennale delle opere comunali

Tale piano deve:

  • Definire le esigenze di opere pubbliche in riferimento alle previsioni del R.U. per il periodo considerato;
  • Determinare un ottimale utilizzo delle risorse economiche in relazione alle esigenze ed alle priorità definite negli atti di pianificazione;
  • Verificare le opere da realizzare con il contributo di operatori privati.

Piano di protezione civile

Tale piano deve:

  • Valutare i rischi connessi con le risorse essenziali del territorio ed il loro utilizzo;
  • Valutare i rischi derivanti dagli insediamenti produttivi;
  • Valutare le fragilità del territorio e dell’ambiente già indicate nelle norme;
  • Definire la classificazione complessiva dei rischi e delle aree interessate dagli stessi;
  • Individuare un monitoraggio in sintonia con quanto indicato dal P.S.;
  • Definire le direttive integrate con quelle relative alla trasformazione ed alla tutela del territorio.

Piano di distribuzione delle funzioni

In relazione a quanto previsto dalla L.R. 39/94 dovrà essere predisposto il Piano di distribuzione delle funzioni.

Tale Piano deve prevedere una misurata distribuzione spaziale delle funzioni terziarie direzionali, turistiche, commerciali, produttive nelle diverse parti del territorio, in relazione ai seguenti criteri:

  • Tutelare gli insediamenti storici;
  • Consentire l’integrazione delle destinazioni residenziali con attività compatibili con la stessa per evitare la monofunzionalità;
  • Considerare le esigenze di riordino del traffico veicolare e del trasporto pubblico;
  • Riqualificare i tessuti insediativi degradati e gli immobili dismessi;
  • Valutare l’accessibilità pedonale, ciclabile, veicolare del trasporto pubblico;
  • Verificare la dotazione di opere di urbanizzazione.

 

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